“Possiamo dire che l’architettura che noi vorremmo essere poesia dovrebbe chiamarsi armonia, come un bellissimo viso di donna…”

Carlo Scarpa nacque a Venezia nel 1906. E’ stato un architetto, un designer e un accademico tra i più importanti del XX secolo.

Trascorse l’infanzia a Vicenza e tornò a Venezia per frequentare l’Accademia Delle Belle Arti dove si laureò nel 1926.

Lavorò nello studio veneziano di Guido Cirilli e lo affiancò come assistente all’università. Collaborò nello stesso periodo anche con alcuni vetrai di Murano come progettista.

Alla fine degli anni venti realizzò i suoi primi arredamenti e cominciò a frequentare gli ambienti intellettuali e artistici di Venezia.

Fu direttore artistico della vetreria Venini fino al 1946, nel ’32 le sue prime esposizioni alla Biennale di Venezia e due anni dopo alla Triennale di Milano.

Compì diverse opere di restauro architettonico, considerate innovative per il periodo e si ispiro a Le Corbusier e Wright. Dalla sistemazione della Cà Foscari ad un padiglione della Biennale, la Villa Zoppas.

Nel 1956 ottenne il premio Nazionale Olivetti per l’architettura.

Nel 1978 ricevette la Laurea honoris causa in architettura presso L’Istituto Universitario di Architettura di Venezia.

Ha avuto la capacità di elaborare progetti e interventi in contesti antichi e di valore, grazie alla sua bravura nel leggere il contesto architettonico preesistente che era considerata un limite dai suoi contemporanei, e andando quindi controcorrente. Lavorava nel costruito come come i grandi architetti del passato Andrea Palladio, Bramante, Filippo Brunelleschi, Leon Battista Alberti, Francesco Borromini

Utilizzava il disegno come pensiero che dava spazio a riflessioni e ragionamenti. Disegnava una serie concatenata di figure ma con una logica diversa da quella usuale degli architetti che è concettuale. Il disegno aveva una modalità esemplificativa con dettagli tipici della raffigurazione e della citazione.

Tra le suo opere numerose residenze, monumenti, musei edifici pubblici, edifici religiosi, negozi e sculture.

Morì in Giappone nel 1978.


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